Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre 2018 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,8% sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti dello stesso periodo del 2017.

https://www.istat.it/it/files//2019/01/CS-abitazioni-provv-Q32018.pdf

E' inutile farsi illusioni, si tratta, nel complesso di un ulteriore calo. L'aspetto significativo però è che il calo è legato ESCLUSIVAMENTE alle costruzioni esistenti, mentre quelle nuove mostrano un INCREMENTO dei prezzi.

Il problema è che le case esistenti rappresentano oltre l'80% del mercato e quindi il dato complessivo è sostanzialmente in linea con quello delle sole case esistenti. Rispetto al 2010 infatti i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 16,7%, a causa esclusivamente alle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 22,9% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra
complessivamente un aumento, seppur debole (+0,2%).

Aumenta chiaramente invece il numero di compravendite (+6.7%) e ciò rende ancora più difficile "giustificare" questo ulteriore calo dei prezzi che avviene in un contesto di evidente "risveglio" dell'interesse degli investitori.

Ciò che questi dati preliminari dell'ISTAT non dicono è però la grande diversità delle condizioni del mercato tra le diverse città e anche tra le diverse tipologie di immobili nella stessa città: ogni zona ha le sue caratteristiche peculiari in termini di qualità dell'offerta e di pubblico potenzialmente interessato all'acquisto. Alcune tendenze consolidate (come il "boom" degli affitti brevi) contribuiscono inoltre in modo significativo a cambiare l'orientamento del mercato, almeno in determinate città e per alcune tipologie immobiliari.

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